Ministero per i Beni e le Attività Culturale - Soprintenza regionale delle Marche - Ancona.
Macerata - "Quartiere Villa Ficana - Case di terra" N.C.E.U. - Zona indicata nella planimetria allegata. Tutela ai sensi del D.L.vo n. 490/99.

IL SOPRINTENDENTE REGIONALE


VISTO il Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 recante disposizioni per accrescere l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, razionalizzare il costo del lavoro pubblico, realizzare il miglior impiego di risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, così come modificato dalla legge 16 gennaio 2003, n. 3;
VISTO il Decreto Legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 recante "Istituzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 250 del 26 ottobre 1998;
VISTO il Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 costituente il "Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell'art. 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352", pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 1999, ed in particolare al Titolo I;
VISTO il D.P.R. 29 dicembre 2000 n. 441 con il quale è stato emanato il Regolamento recante le norme di organizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
VISTA la nota prot. n. 611 del 19.02.2003 con la quale questa Soprintendenza Regionale ha avviato il procedimento per la tutela vincolistica ai sensi del Titolo I del Decreto Legislativo 29 ottobre 1999 n. 490, per la zona appresso descritta;
RITENUTO che l'intero "QUARTIERE DENOMINATO VILLA FICANA" Provincia di MACERATA Comune di MACERATA, distinto al Catasto come dall'individuazione della Planimetria Catastale Allegata che è parte sostanziale e imprescindibile del presente decreto (si omette per brevità l'elencazione puntuale dei riferimenti catastali in considerazione delle numerose particelle visto che comunque l'oggetto del presente decreto è univocamente individuato, in quanto per quel che concerne la tutela degli edifici e degli spazi del quartiere risulta circoscritto dal P.R.), presenta interesse particolarmente importate ai sensi del citato Decreto Legislativo n. 490/99, con puntuale riferimento all'art. 2 (comma 1 - lettere a e b) per tutti gli edifici di proprietà Privata e per le aree e gli spazi pubblici relativi alla viabilità;
VISTA l'allegata relazione storica della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche che è parte integrante del presente decreto, il cui testo viene richiamato nella già citata nota di questa Soprintendenza Regionale prot. 611 del 19.02.2003;
VISTA la particolarità e unicità del Quartiere di "Villa Ficana" per i propri caratteri storici, culturali, architettonici, tipologici e demoetnoantropologici;
CONSIDERATO che il carattere architettonico e monumentale del complesso unitario descritto risulta largamente prevalente rispetto ai valori paesistici e che pertanto risultano predominanti le disposizioni del Titolo I del citato Testo Unico n. 490/99;

DECRETA


Ai sensi dell'art. 2 del Decreto Legislativo 29 ottobre 1999 n. 490, l'intero "QUARTIERE DENOMINATO VILLA FICANA" meglio individuato nelle premesse e descritto nelle allegate planimetrie catastali e relazione storico-artistica, presenta interesse particolarmente importante ed è, quindi, sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel predetto Decreto Legislativo 490/1999.
La tutela di cui al presente decreto non deve intendersi nel senso di intangibilità assoluta dei beni, ma va considerata in rapporto al valore intrinseco e all'interesse di ogni singola parte costitutiva, nel suo rapporto con il quadro circostante e d'insieme, valutazioni che dovranno essere di volta in volta condotte dalle Soprintendenze di settore competenti per materia, in accordo tra loro e d'intesa con l'Amministrazione Comunale. In particolare, ai sensi del coordinamento di cui al citato T.U. n. 490/99 (art. 11, comma 1 lettera "c"), di cui al citato D.L.vo del 20.10.98 n. 368 (art. 7, comma 2) e di cui al D.P.R. del 29.12.2000 n. 441 (capo IV, art. l3,comma 1), le Soprintendenze, per quanto possibile, opereranno fattivamente al fine di raccordare preliminarmente i propri pareri. La planimetria catastale e la relazione storico-artistica fanno parte integrante del presente decreto che sarà notificato ai proprietari per pubblici proclami tramite l'affissione all'Albo Pretorio del Comune di MACERATA.
A cura del competente Istituto il provvedimento verrà, quindi, trascritto presso gli Uffici di Pubblicità Immobiliare dell'Agenzia del Territorio, già denominati di Conservatoria dei Registri Immobiliari, ed avrà efficacia anche nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo.
Avverso il presente decreto è ammessa proposizione di ricorso giurisdizionale avanti il T.A.R. comprendente per territorio secondo le modalità di cui alla legge 6 dicembre 1971, n. 1034, modificata dalla legge 21 luglio 2000, n. 205, ovvero è ammesso ricorso straordinario al Capo dello Stato, ai sensi del D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199, rispettivamente entro 60 e 120 giorni dalla data di avvenuta notificazione del presente atto.
Ancona lì, 18/7/2003

IL SOPRINTENDENTE REGIONALE
(Arch. Francesco Scoppola)


OGGETTO: Macerata - Quartiere Villa Ficana - Case di terra - Decreto Legislativo 490/99 capo I - Vincolo monumentale d'insieme del quartiere come perimetrato dal piano di recupero - Responsabile del procedimento: Arch. Pierluigi Salvati.
Preso atto della riscoperta dei valori sociali umani e demoetnoantropoligici insiti nel quartiere di Villa Ficana quale raro esempio, ancora conservato ed in buona parte integro, di testimonianza storico-culturale, architettonica e urbanistica, riferibile alla società contadina e periurbana del secolo XIX, composto da una serie di edifici a schiera, costruiti con impasti di terra cruda e paglia, si rileva l'importanza di tale testimonianza e la necessità di una tutela integrale che possa assicurarne la sua conservazione.
Al riguardo, si evidenzia, che nella regione Marche non sono presenti altri agglomerati edilizi che per la loro estensione possono essere paragonati al quartiere Villa Ficana; esistono episodi isolati di edifici costruiti in terra ma, generalmente, sono riferiti a costruzioni singole realizzate nel contesto agricolo e in ambiti rurali.
Il quartiere Villa Ficana si differenzia da tale caratteristica prevalente nelle case rurali in terra ed è il risultato di un progetto di urbanizzazione di un'area limitrofa al centro storico derivante da ragioni di carattere economico e socio-culturali, realizzato con una tecnica di costruzione povera e poco dispendiosa in perfetta simbiosi con il carattere sociale da cui deriva. Il quartiere, interamente costruito fra il 1815 e il 1874, nasce dalla necessità di realizzare case d'affitto per lavoratori impiegati sia nella realizzazione delle opere pubbliche, sia nella conduzione dei poderi agricoli. La necessità e l'opportunità di avere a disposizione una forza lavoro da impiegare in modo rapido, dislocata nelle immediate vicinanze del centro cittadino di Macerata, risulta essere la spinta socio-economica per realizzare una speculazione fondiaria.
La costruzione delle case in terra inizia nei primi decenni dell'800 e raggiunge le dimensioni di un vero quartiere nella seconda metà dello stesso secolo. Il quartiere è composto da 4-5 unità abitative con una cinquantina di case di terra. Il luogo prescelto per l'edificazione, oltre ad essere vicino al centro della città, era particolarmente vantaggioso per il recepimento della materia prima necessaria per le costruzioni per la presenza, attestata, di fornaci e quindi di terreni con caratteristiche idonee alla realizzazione degli atterrati. Le unità abitative sono disposte in modo parallelo con tipologia a schiera, si adagiano alle caratteristiche altimetriche del terreno e determinano una struttura viaria di strade strette ed omogenee che conferiscono alle costruzioni un carattere proprio e di elemento urbano unico. Le altezze delle abitazioni, formate da un piano terreno e un piano primo, non superano i 6 metri e sono caratterizzate dalla presenza, in alcuni casi, di una scala esterna doppia in modo da collegare i piani superiori di due cellule abitative e tale da determinare una piccola loggia; in altri la scala è posta all'interno. Oltre alla scala esterna le unità edilizie si caratterizzano per l'andamento a scarpa delle murature esterne necessario, sia per realizzare murature di spessore decrescente verso l'alto sia per il rivestimento delle parti basamentali delle murature con una cortina di mattoni in grado di offrire una maggiore resistenza aglia genti atmosferici e proteggere le parti della costruzione maggiormente esposte al dilavamento delle acque. I solai e le strutture di copertura sono realizzati con impalcati di legno ed il tetto a falde presenta uno sporto particolarmente accentuato in ragione della maggiore protezione delle pareti esterne. Le murature in terra realizzate con la tecnica del "massone" venivano rifinite nella parte esterna con un intonaco composto da un impasto di calce e terra. L'interesse per la conservazione integrale del quartiere è determinato dal suo carattere di unicità, dalla particolare tecnica utilizzata per le costruzioni, dal suo indubbio valore di memoria storica legata al mondo contadino e dalla riscoperta del valore storico culturale dei manufatti. Tale interesse è testimoniato anche dalle precisioni dell'attuale PRG che ne prevede la conservazione. Inoltre il comune di Macerata ha dato incarico ad un gruppo di professionisti di redigere un piano di recupero del quartiere, e successivamente alla presentazione di tale piano, è stata istituita, da parte del comune stesso, una commissione tecnico-scientifica per approfondire ulteriormente tutte le problematiche inerenti le forme di tutela più opportune il recupero e la valorizzazione attraverso un riuso ed un riutilizzo degli atterrati idoneo alle caratteristiche costruttive e tipoligiche specifiche.
Si ritiene, quindi, in ragioni delle argomentazioni succintamente riportate, che il quartiere Villa Ficana, inteso nel suo complesso, composto dalle varie unità immobiliari, dalle strade, dagli slarghi, dagli orti, come perimetrato nel piano di recupero, debba essere riconosciuto come complesso di particolare valore storico monumentale e documentario in quanto testimonianza materiale:
- di una civiltà contadina e pre-urbana tipica del secolo XIX;
- di una tecnica costruttiva antica, in grado di realizzare strutture edilizie con materiali da costruzione naturali non derivanti da processi di produzione al di fuori del cantiere, oramai completamente scomparsa;
- di un impianto urbano unico nella sua particolarità tipologica e d'insieme.
Si propone, pertanto, al Soprintendente Regionale di attivare il procedimento di vincolo in base al Capo I del D.Lgs 490/99 in considerazione dell'assoluta eccezionalità del quartiere, al fine di garantire la conservazione integrale di ogni suo elemento.

IL SOPRINTENDENTE
(Prof.ssa Liana Lippi)



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